Viterbo per lo Sri Lanka

"Viterbo per lo Sri Lanka". E' questo il nome che la città di Viterbo ha scelto per la campagna di aiuti alle popolazioni del Sud Est Asiatico colpite dalla tragedia dello tsunami.

Grazie all' aiuto ed alla generosità dei cittadini, delle aziende e delle istituzioni  Viterbesi, sono stati raccolti ben  81.855,71 euro.

dove si trova Panadura
 

La tragedia
   
La reazione
E i risultati cominciano a vedersi
Lavori di drenaggio
Inizio scavi per realizzazione drenaggi
   
Scavi effettuati per realizzazione drenaggi Armatura in acciaio per canali di drenaggio

L' impegno di Viterbo per lo Sri Lanka:
Drenaggi e pannelli fotovoltaici
   
Anelli di drenaggi Pannello fotovoltaico
   
Pannello fotovoltaico Pannello fotovoltaico
   
Pannello fotovoltaico Pannello fotovoltaico
   
Pannello fotovoltaico Viterbo Lane and Viterbo Place
   
Centro Riciclaggio sel a Weragama Lampione fotovoltaico
L'inaugurazione
   
Drenaggi Pannello fotovoltaico
   
 Sito di Weragama  Sito di Weragama
   
Artisti in abiti tradizionali Case ultimate
   
Corteo con l'Ambasciatore Pio Mariani Corteo inaugurazione
   
Corteo inaugurazione Artista in abiti tradizionali
   
Il Direttore di Asia ONLUS Il palco delle autorità
   
Il palco delle autorità Il palco delle autorità
   
Momenti dell'inaugurazione Momenti dell'inaugurazione
   
Il palco delle autorità Viterbo Lane
Rassegna stampa


La Ricostruzione dopo lo Tsunami
Ad un anno dall’inizio del suo primo intervento di emergenza post-Tsunami in Sri Lanka, ASIA Onlus è in grado già di enumerarne i risultati e di effettuare un bilancio positivo della sua esperienza in questo nuovo paese.
La mia prima visita in Sri Lanka, a Luglio, è coincisa con l’inaugurazione finale del nuovo villaggio di Weragama, ad un’ora a sud di Colombo: 130 abitazioni che hanno permesso ad una popolazione di oltre 600 persone, tra cui molti bambini e anziani, di lasciare le tende o gli shelter (le baracche in legno e lamiera) dei campi di accoglienza per le vittime dello Tsunami, e di trasferirsi nelle nuove case, complete di servizi igienici, di un sistema di ventilazione naturale, e di uno spazio esterno per la coltivazione di orti domestici utili per l’auto-sostentamento familiare.
La sfida è stata raccolta poco dopo la tragedia dello Tsunami. Abbiamo collaborato strettamente con l’ONG UCODEP e con l’agenzia nelle Nazioni Unite UN- Habitat, impegnati contemporaneamente sullo stesso progetto.
Il progetto è stato co-finanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri e da molti enti locali italiani, tra cui la Regione Lazio, il Comune di Viterbo e la Regione Toscana.
L’obiettivo non era semplicemente quello di ricostruire delle abitazioni (house), ma soprattutto quello di restituire alle persone una dignità di vita attraverso la ricostituzione di una comunità di valori e di relazioni su un nuovo territorio.
Per questo abbiamo sempre preferito parlare di home, cioè di case, luoghi non solo fisici ma in cui si sviluppa la vita familiare delle persone.
Oggi il nuovo villaggio di Weragama è completamente abitato ed integrato con le comunità vicine, le famiglie stanno provvedendo a coltivare gli orti, i bambini giocano negli spazi verdi distribuiti all’interno del villaggio, biciclette e apetti-taxi scorrazzano per le strade del villaggio, illuminate dall’energia fotovoltaica dei lampioni e percorse da un sistema di canali di drenaggi che assicurano stabilità del terreno soprattutto in tempi di piogge monsoniche.
La missione a Weragama si può dire chiusa, ma in questi mesi ASIA Onlus ha iniziato nuovi progetti in altre aree del nord-est del paese, colpite da una lunga guerra civile che non vede fine.
Speriamo presto di replicare l’esperienza del progetto di Weragama e di raccontarvela.

Andrea Dell’Angelo
Direttore di ASIA Onlus
 

Dove ci ha portato lo Tsunami
L’interesse e la passione per le popolazioni asiatiche e in particolare per la cultura buddista ha fatto si che, in seguito alle drammatiche vicende dello Tsunami, ASIA diventasse un punto di riferimento per coloro che da sempre seguono e sostengono le sue iniziative a favore dei popoli e della cultura asiatica e che erano desiderosi di aiutare le popolazioni colpite dalla catastrofe.
L’intervento di ASIA in Sri Lanka prende origine da una richiesta della comunità dello Sri Lanka in Italia conseguente al disastro dello Tsunami. ASIA è stata contattata dai rappresentanti di questa attiva comunità per collaborare nel trasporto e nella distribuzione capillare di aiuti di prima necessità che la comunità stessa ha raccolto in Italia. La comunità dello Sri Lanka in Italia si è infatti prontamente mobilitata per la raccolta di materiali vari e denaro che sono poi stati trasportati in Sri Lanka e distribuiti con il supporto organizzativo di ASIA nella zona di Beruwala, nel Distretto di Kalutara.
A seguito di tale primo intervento, ASIA ha deciso di contribuire al processo di ricostruzione in una prospettiva di azioni di post-emergenza identificate e realizzate a breve termine e rivolte ai bisogni immediati ed urgenti delle persone colpite dallo Tsunami, ma con una visione di lungo periodo rivolta ad innescare o facilitare meccanismi di auto-sviluppo sostenibile. E’ infatti tradizione di ASIA non limitare le proprie azioni a veloci interventi di emergenza, ma proseguire con una serie di azioni coordinate e parte di una strategia comune basata sulle esigenze locali
Oggi lo Sri Lanka è oramai diventato un paese in cui ASIA è conosciuta e apprezzata per il lavoro svolto. A sua volta, ASIA, lontana dai climi rigidi delle regioni Himalayane in cui è abituata a lavorare, ha subito imparato a conoscere ed amare questo importante paese e la sua gente, con la quale condivide molti valori e sentimenti.
E’ passato oltre un anno da quando ASIA ha iniziato il suo primo progetto di post emergenza ed oggi possiamo fare un primo e provvisorio bilancio dei risultati raggiunti.

Il ritorno nelle case
Nel Luglio 2006 abbiamo inaugurato il nuovo villaggio di Weragama, ad un’ora a sud di Colombo: 130 abitazioni che hanno permesso ad una popolazione di oltre 600 persone, tra cui molti bambini e anziani, di lasciare le tende o gli shelter (le baracche in legno e lamiera) dei campi di accoglienza per le vittime dello Tsunami, e di trasferirsi nelle nuove case, complete di servizi igienici, di un sistema di ventilazione naturale, e di uno spazio esterno per la coltivazione di orti domestici utili per l’auto-sostentamento familiare.
La sfida è stata raccolta poco dopo la tragedia dello Tsunami. Abbiamo collaborato strettamente con l’ONG UCODEP e con l’agenzia nelle Nazioni Unite UN- Habitat, impegnati contemporaneamente sullo stesso progetto. Il progetto è stato co-finanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri e da molti enti locali italiani, tra cui la Regione Lazio, il Comune di Viterbo e la Regione Toscana.

I nuovi progetti e il conflitto coi Tamil
Il buon lavoro di ASIA sul territorio e con i donatori ha permesso l’apertura quest’anno di nuovi progetti, questa volta ad est del paese, nel Distretto di Batticaloa.
Nel nord est dello Sri Lanka è oramai in corso da molti anni una violenta guerra civile che contrappone l’esercito governativo dello Sri Lanka alle forze ribelli dell’LTTE, le cosiddette tigri tamil. Batticaloa è una delle città più colpite dal conflitto ed è lì che stiamo realizzando con la FAO un progetto di sviluppo socio-economico in 3 villaggi di pescatori, mentre con il Programma Mondiale Alimentare (WFP) stiamo costruendo nuove cucine e servizi igienici nelle scuole elementari di Batticaloa.
Nonostante il conflitto e le difficoltà quotidiane, i progetti stanno proseguendo, grazie al lavoro costante dello staff internazionale di ASIA in Sri Lanka, aiutato dal personale locale che lavora con noi da molti mesi.

I pescatori del sud
Recentemente abbiamo avviato un nuovo progetto insieme alla Regione Lazio finalizzato a sviluppare le capacità delle comunità di pescatori della costa meridionale del paese, duramente colpita dallo Tsunami: l’intervento prevede la ricostruzione di centri comunitari e di strutture per le cooperative di pescatori nelle 3 città di Panadura, Galle e Matara e la organizzazione di corsi di formazione professionale per i membri delle comunità.

Continuare in Sri Lanka
Alla luce di questa esperienza, oggi ASIA è in grado di formulare una strategia più puntuale per proseguire il suo intervento in questo paese. Parallelamente al lavoro di gestione e realizzazione dei progetti in corso, ASIA sta lavorando per approfondire la conoscenza di due grossi problemi che affliggono il paese e sui quali è sempre difficile attirare l’attenzione della comunità internazionale, più concentrata sugli affari “domestici”.

Il dramma degli sfollati e dei campi di accoglienza
Uno di questi è la situazione in cui da oltre 20 anni vivono decine di migliaia di sfollati interni, i cosiddetti IDPs (Internal Displaced People), ovvero persone e intere famiglie costrette a fuggire e abbandonare le loro case e le loro terre a causa di conflitti o di calamità naturali. In Sri Lanka purtroppo entrambe le due cause hanno determinato l’accrescersi di questa disgrazia. Prima la guerra civile nel nord-est del paese, che dura da oltre 20 anni, che ha causato oltre 60.000 vittime, in particolare civili, che ha separato etnie e distrutto interi villaggi, poi lo Tsunami, che ha spazzato via le case della costa di due terzi dell’intero paese, uccidendo oltre 40.000 persone.

Questa situazione ha determinato la presenza in tutto il paese di insediamenti di campi di accoglienza di lungo periodo, dove la vita sociale ed economica delle famiglie si è interrotta e che sono fonte di nuovi conflitti e tensioni. L’obiettivo di ASIA nel prossimo futuro è quello di riuscire a sviluppare degli interventi sia per migliorare le condizioni di vita all’interno dei campi (istruzione, servizi igienici, shelter temporanei, ecc.), sia per proporre delle soluzioni definitive a queste famiglie e permettere un loro ritorno nelle regioni di origine.

Combattere la prostituzione minorile
Un altro aspetto su cui ASIA sta lavorando in questo periodo è il fenomeno della prostituzione minorile che coinvolge migliaia di bambini e giovani in tutto il sud est asiatico.
In Sri Lanka le ultime statistiche parlano di circa 38.000 / 40.000 minori coinvolti nel fenomeno della prostituzione, ma il trend è in rapida crescita e lo Sri Lanka si attesta, oggi, tra i paesi più colpiti al mondo da quello che può considerarsi come il più odioso dei crimini contro i bambini.
I clienti sono soprattutto “turisti”, sia stranieri che locali e le aree turistiche sono quelle in cui il fenomeno della prostituzione minorile è diffuso.
Paradossalmente, la tragedia dello Tsunami ha aggravato questa situazione. Tra le conseguenze più devastanti dello Tsunami vi è stato un forte aumento della prostituzione minorile, in particolare nelle zone ad alto afflusso turistico.
Infatti, le prime vittime dello tsunami sono i bambini. Moltissimi sono stati uccisi dall’onda, immediatamente o a seguito di epidemie sviluppatesi subito dopo; tra i sopravvissuti, sono i bambini quelli più esposti ai traumi psicologici derivanti dall’aver visto morire membri della propria famiglia, amici, vicini. Infine i bambini, e soprattutto quelli rimasti orfani a seguito del sisma, sono i più esposti allo sfruttamento. Abbandonati a se stessi o comunque privi di una sufficiente rete di protezione, rischiano di finire nel giro della prostituzione minorile, delle adozioni illegali, del traffico di organi o del lavoro coatto.
Anche quando il nucleo familiare è rimasto in vita, lo Tsunami ha comportato in molti casi la distruzione dei mezzi di sostentamento, e moltissime famiglie srilankesi si sono ritrovate da un giorno all’altro completamente prive di mezzi di sostentamento, e quindi facili prede di organizzazioni criminali che “comprano” i minori per destinarli al mercato del turismo sessuale.
Recentemente ASIA ha presentato una proposta di progetto per attivare una rete di protezione per i minori vittime di prostituzione coatta, attraverso l’attivazione di un sistema integrato di servizi (casa di accoglienza, sostegno psico-sociale, unità mobile, progetti individuali di reinserimento socio-familiare, numero verde nazionale, campagna di sensibilizzazione) che permetteranno, in ultima istanza, di dare ai minori una nuova opportunità di vita.

Imparare dalle esperienze
L’esperienza fatta in questi mesi in Sri Lanka ha messo in risalto alcuni settori sui quali è importante lavorare in futuro perché rappresentano delle priorità per tutta l’area asiatica in cui ASIA opera.
Soprattutto pensando al lavoro e al ruolo di ASIA in Tibet, è possibile sviluppare delle sinergie tra queste due regioni, quella della fascia Himalyana e quella del sud-est asiatico.
La questione ambientale rappresenta un allarme globale e le sue conseguenze si avvertono soprattutto in questa regione del continente, particolarmente popolosa e con regimi di controllo e tutela piuttosto scarsi e scarsamente affrontati dalle amministrazioni locali.
ASIA ha già affrontato in Sri Lanka la questione della gestione dei rifiuti e dell’energia sostenibile attraverso la presentazione all’Unione Europea di un progetto insieme alla Regione Lazio. Riteniamo importante replicare e ampliare questa specifica esperienza e la conoscenza di questo settore, utile anche e soprattutto per affrontare medesimi problemi ambientali che affliggono il Tibet.
Stesso discorso riteniamo di fare sulla questione dei minori e della difesa e protezione dei loro diritti. Il tema è scottante in tutto il sud-est asiatico, ma lo è anche nelle regioni centro asiatiche, dove sarebbe opportuno approfondire lo studio e le caratteristiche di questo fenomeno (diverso da quello presente in Sri Lanka) per programmare interventi sulla prevenzione dell’AIDS. A questo proposito, all’inizio del 2006 è stato presentato all’Unione Europea un progetto di prevenzione e informazione sull’AIDS in Mongolia.

Conclusioni
Il lavoro che ci aspetta è ancora lungo e sembra sempre di essere all’inizio del cammino. La complessità e la bellezza dei luoghi in cui ASIA opera e l’incontro continuo con culture antiche e lontane, ci porta continuamente a nuove sfide e traguardi, che sono stimolo per il nostro lavoro ma che richiedono un rinnovo costante di energie e competenze.

Questo breve articolo ha un po’ l’aspirazione di far comprendere meglio dove sta andando ASIA oggi e quanto sia importante rafforzare il legame con tutti coloro che condividono la nostra missione e ci seguono da anni e che desiderano continuare a partecipare e sostenere le nostre iniziative.